Abbiamo curato ogni particolare per creare un ambiente originale e accogliente.
Non volevamo infatti che Il terzo luogo fosse un semplice negozio in cui si vendono libri, ma un luogo in cui trascorrere del tempo, ritrovarsi, scambiare idee. O semplicemente stare bene.
Una libreria in cui l’odore della carta nuova si mescolasse al profumo del caffé, al parlare amichevole di libri e di esperienze, alla musica che catalizza le emozioni; ai colori delle copertine, delle opere d’arte, della fantasia dei bambini.

I libri hanno detto sui libri tante cose.
Nel segnalibro che abbiamo stampato per l’inaugurazione abbiamo scelto di scrivere questa frase: “I libri non sono la vita..”.
Ci abbiamo messo una buona dose di ironia,certo, ma altrettanta serietà.
I libri non sono la vita perché da soli non si bastano. Siamo noi, con il nostro vissuto e i nostri desideri, a dar loro quella scintilla di vita che li fa così speciali. Senza di noi che li leggiamo, li pensiamo, li raccontiamo, i libri sarebbero oggetti monchi.
I libri non sono la vita perché noi, da soli, non ci bastiamo. L’unica vita che abbiamo non ci basta. I libri sono le vite. Ed è per viverne tante altre che continuamo a leggere e a cercare le storie. Senza i libri che ci fanno vivere mondi, epoche esperienze, noi saremmo persone incomplete.

Sono questi pensieri che ci hanno animati nel concepire Il terzo luogo, una libreria di libri “vivi”, uno spazio finalmente restituito ai suoi legittimi abitanti: i lettori.

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Il terzo luogo


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